Archive for 8 Dicembre 2007
Foto di gruppo
Gli affiliati di camorra sono 2.480. Con i familiari e l’indotto si arriva a 50 mila persone. Dai dati della prefettura, l’allarmante censimento della malavita. Qui la mappa.
Add comment 8 Dicembre, 07
L’appello
CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo un appello del sindacalista della Cgil Campania, Pasquale Iorio:”Cari navigatori,leggendo le cronache di Tina Cioffo su Il Mattino relative alla devastazione vandalica nel Liceo Scientifico di S. Cipriano d’Aversa sono preso da un forte stato di indignazione ed anche di sconforto. Devastare una scuola significa distruggere il futuro dei nostri ragazzi (soprattutto quando sono essi stessi i protagonisti di tali atti). Perciò non basta indignarsi: occorre muoversi,occorre mettere in campo una mobilitazione straordinaria,continua, per creare un argine contro la cultura dell’illegalità diffusa e della camorra . Essa va combattuta e colpita con tutti gli strumenti: repressivi ma soprattutto preventivi. Alcune misure sono state messe in atto anche nella nostra provincia con l’Osservatorio e la confisca per uso sociale dei beni dei boss. Ma non bastano queste misure istituzionali. Occorre sostenere l’iniziativa di alcune associazioni come Libera e il Comitato don Diana per una azione di tipo culturale diffusa nel territorio e nelle scuole, di educazione permanente per la cittadinanza attiva, per affermare una cultura della legalità e dei diritti. Tutti i cittadini devono sentirsi impegnati,non solo nelle aree più colpite (come la zona aversana). La camorra oramai si muove in una dimensione nazionale e globale,con mezzi sofisticati. In primo luogo non devono abbassare la guardia il governo,le istituzioni locali. Una maggiore attenzione e mobilitazione deve essere prodotta a tutti i livelli dalle imprese (come sta avvenendo in Sicilia) e dal mondo del lavoro,dai sindacati e dalle organizzazioni datoriali. Su questa esigenza primaria nessuno deve sentirsi estraneo. La stampa e gli organi di informazione possono svolgere un ruolo decisivo per tenere desta l’attenzione e per denunciare ogni forma di collusione o di omertà. Nello stesso tempo non sono utili messaggi ed eventi sensazionali (come è avvenuto di recente a Casal di Principe in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico). Spero tanto che questo appello possa suscitare un dibattito in rete e nel mondo reale. Chiedo a tutti voi di intervenire per una vera “coscientizzazione” di massa (come avrebbe detto il grande pedagogista Paolo Freire).
Add comment 8 Dicembre, 07
Malafemmena
Qual è il ruolo delle donne di camorra? E il loro potere decisionale? La necessità di provvedere in tutto alla famiglia. sono questi alcuni temi trattati nel libro del criminologo Alfredo Grado, presidente dell’Istituto Meridionale di Scienze Forensi, intitolato ‘Camorra, dal crimine organizzato alla riorganizzazione dei crimini’. Alcune copie del volumetto, pubblicato nel 2004, saranno donate a scuole e chiese nel corso di un convegno sull’usura in programma il 10 dicembre ad Ercolano.Tre i capitoli del libro: la religione per i camorristi, le carriere deviate di coloro che vivono nei quartieri a rischio e, appunto, le donne di camorra. L’autore passa in rassegna il profilo di alcune mogli e vedove di camorra che nel corso degli anni si sono sostituite in tutto alla figura maschile provvedendo alla istruzione dei figli, alla economia della casa. In particolare, l’autore mette in evidenza una differenza sostanziale tra le donne di ‘Cosa Nostra’ (‘hanno sempre avuto un ruolo marginale nella societa”) e le donne di camorra che non sono le ‘ombre silenziose’ dei mariti, ma assumono decisioni.
Secondo l’analisi del criminologo, esisterebbe una componente predominante nella donna partenopea che va sotto il nome di ‘tendenza oblativa’ e consiste nel porsi nei confronti dell’altro con atteggiamenti di vittimismo o di rivendicazione. Nel libro è esaminato anche il profilo materno. La donna è costretta a prendersi cura della sua famiglia esercitando un ruolo primario e del tutto sostitutivo della figura maschile. Un ruolo principale in un contesto di crimini e violenza.
2 comments 8 Dicembre, 07
Il botto importante
Aversa – Le mani della camorra sui fuochi pirici di Capodanno, durante lo notte si sentono esplosioni di bombe carte “ cipolle “ provenienti da Cesa. Sono tutte bombe carta sperimentali, che la camorra usa per intimidire il commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo. Non si capisce dove vengono costruiti e chi sia il fuochista complice. Per questo motivo si chiede l’intervento delle forze dell’ordine per capire tutta questa polvere pirica di dove arriva. Anche perché se la stessa viene ceduta liberamente da qualche fuochista senza scrupoli per guadagnare soldi facile può diventare pericolosa. Una mistura messa in grande quantità nelle mani di tutti è capace di gettare per terra anche un palazzo. I rivenditori autorizzati chiedono più controlli, troppi fuochi pirici pericolosi in giro per l’agro aversano.
Add comment 8 Dicembre, 07
Babbo Natale senza luce
A Napoli la camorra impone il pizzo anche sulle luminarie. Mentre in tutta Italia le città si vestono a festa per il Natale ancora una volta la città di Napoli rappresenta un caso. Avrebbe voluto accendere anche le luminarie la camorra nella città partenopea.Rosse, rosa, gialle, verdi, dalle forme più svariate è l’arcobaleno dei colori che avrebbe dovuto illuminare il Natale di alcuni quartieri della città di Napoli. Angioletti dalle facce dolci e paffute, alberelli stilizzati, stelle comete, farfalle svolazzanti: belle, colorate, festose ma soprattutto “abusive”.Grandi figure in legno incastonato con luci colorate montate senza autorizzazioni comunali da una ditta con gli operai in nero. Avevano scelto di illuminare a festa i loro quartieri i boss della camorra. Luci colorate tra le strade che di solito vengono bagnate dal sangue dei morti ammazzati.Luci colorate montate in modo abusivo e dietro il pagamento di una cospicua tangente chiesta ai commercianti . Nel regno di “Ciruzzo o milionario” sono arrivate le forze dell’ordine, qualche giorno fa, a spegnere simbolicamente le luci della festa.Luminarie abusive, per il Comune di Napoli. In assenza di un piano organico per gli arredi di Natale da Palazzo San Giacomo è partito, infatti, un fax indirizzato a tutti i presidenti delle Municipalità volto a non concedere autorizzazioni alle installazioni non in regola.Se il Comune ha preso precauzioni rispetto al fenomeno delle luminarie selvagge resta però il problema del pizzo chiesto ai commercianti e in alcune città della provincia, addirittura ai residenti, per accendere a festa le strade cittadine.La longa manus dei clan non conosce confini: dal caffè al pane fino alle luminarie natalizie. A Napoli come in provincia i commercianti pagano il pizzo perché è “normale” pagarlo, è un costo da mettere in bilancio.Ma insieme ai commercianti con il nostro silenzio tutti paghiamo il pizzo.Invece delle luminarie, questo Natale accendiamo con la nostra speranza le città. Illuminiamole completamente, fino ai vicoletti più bui. Lì dove lo Stato e le istituzioni non arrivano. È questo il momento giusto per smettere di pagare.E’ questo il momento di una sana rivolta civile.Il mio è un invito rivolto a tutte e a tutti, soprattutto a quella generazione, impegnata nelle istituzioni che qui a Napoli ha saputo organizzare momenti di denuncia, momenti di coscienza collettiva per far capire che tutti siamo a rischio e tutti dobbiamo essere cittadini attenti e attivi per combattere il fenomeno camorristico.
Add comment 8 Dicembre, 07
Hello world!
Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!
1 comment 8 Dicembre, 07