Babbo Natale senza luce

8 Dicembre, 07

A Napoli la camorra impone il pizzo anche sulle luminarie. Mentre in tutta Italia le città si vestono a festa per il Natale ancora una volta la città di Napoli rappresenta un caso. Avrebbe voluto accendere anche le luminarie la camorra nella città partenopea.Rosse, rosa, gialle, verdi, dalle forme più svariate è l’arcobaleno dei colori che avrebbe dovuto illuminare il Natale di alcuni quartieri della città di Napoli. Angioletti dalle facce dolci e paffute, alberelli stilizzati, stelle comete, farfalle svolazzanti: belle, colorate, festose ma soprattutto “abusive”.Grandi figure in legno incastonato con luci colorate montate senza autorizzazioni comunali da una ditta con gli operai in nero. Avevano scelto di illuminare a festa i loro quartieri i boss della camorra. Luci colorate tra le strade che di solito vengono bagnate dal sangue dei morti ammazzati.Luci colorate montate in modo abusivo e dietro il pagamento di una cospicua tangente chiesta ai commercianti . Nel regno di “Ciruzzo o milionario” sono arrivate le forze dell’ordine, qualche giorno fa, a spegnere simbolicamente le luci della festa.Luminarie abusive, per il Comune di Napoli. In assenza di un piano organico per gli arredi di Natale da Palazzo San Giacomo è partito, infatti, un fax indirizzato a tutti i presidenti delle Municipalità volto a non concedere autorizzazioni alle installazioni non in regola.Se il Comune ha preso precauzioni rispetto al fenomeno delle luminarie selvagge resta però il problema del pizzo chiesto ai commercianti e in alcune città della provincia, addirittura ai residenti, per accendere a festa le strade cittadine.La longa manus dei clan non conosce confini: dal caffè al pane fino alle luminarie natalizie. A Napoli come in provincia i commercianti pagano il pizzo perché è “normale” pagarlo, è un costo da mettere in bilancio.Ma insieme ai commercianti con il nostro silenzio tutti paghiamo il pizzo.Invece delle luminarie, questo Natale accendiamo con la nostra speranza le città. Illuminiamole completamente, fino ai vicoletti più bui. Lì dove lo Stato e le istituzioni non arrivano. È questo il momento giusto per smettere di pagare.E’ questo il momento di una sana rivolta civile.Il mio è un invito rivolto a tutte e a tutti, soprattutto a quella generazione, impegnata nelle istituzioni che qui a Napoli ha saputo organizzare momenti di denuncia, momenti di coscienza collettiva per far capire che tutti siamo a rischio e tutti dobbiamo essere cittadini attenti e attivi per combattere il fenomeno camorristico.

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