Archive for 17 Dicembre 2007

Il banco morto

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La camorra è attualmente considerata una delle maggiori piaghe del meridione d’Italia, al tempo stesso causa ed effetto di gran parte dei problemi socio-economici della Campania. Il suo potere, dovuto anche ad appoggi di tipo politico, le consente il controllo delle più rilevanti attività economiche locali, in particolare modo nella provincia di Napoli.

2 comments 17 Dicembre, 07

Non ti pago

Disperati. Ormai con l’acqua alla gola, senza più nulla da perdere. Così, piuttosto che dichiarare fallimento, preferiscono denunciare. Sono stati 734 a farlo nel 2006. Franco Roberti, procuratore aggiunto e capo della Direzione distrettuale di Napoli, afferma che “il racket è l’essenza stessa della camorra. Chi denuncia lo fa perché è arrivato al limite”. Non sembra casuale infatti che ad un considerevole aumento delle denunce coincida un periodo di crisi dell’imprenditoria napoletana. Ma sicuramente dietro quest’inversione di tendenza per Roberti c’è dell’altro: “quando lo Stato dà prova di efficienza, i cittadini se ne accorgono subito, e quindi si fidano e si espongono pure. Aggiungiamoci poi l’importantissimo ruolo che sta avendo l’associazionismo, ed ecco che finalmente i risultati ci sono, ed è lecito sperare che in futuro ce ne possano essere ancora di più”. La Campania risulta in testa alla classifica delle Regioni col maggior numero di persone denunciate per estorsione. Un fenomeno in costante crescita, certamente atipico, soprattutto se paragonato a ciò che accade in Sicilia, dove la mafia “riscuote” il pizzo dal 70% di negozi ed imprese mentre le denunce risultano in calo. Le ritorsioni, non sembrano più preoccupare i commercianti. L’associazionismo, introdotto a Napoli da Tano Grasso, ex commissario antiracket, ha trasformato le denunce in un sistema di risposta collettivo. “La denuncia – afferma Grasso – non è più un atto di coraggio ma una strategia pianificata a freddo, assieme alle forze dell’ordine. Non sull’onda di qualche emergenza, come fa di solito la politica nazionale, ma come programma per rendere non conveniente per la camorra la reazione violenta.” Alla camorra non resta che cambiare strategia. Non a caso sempre più ricorrente è il passaggio ad un tipo di estorsione indiretta attraverso l’obbligo di acquistare da loro fornitori di fiducia. I metodi del racket si stanno dunque “aggiornando”: i boss si affidano sempre più spesso a consulenti finanziari, piuttosto che a killer e spacciatori. La collusione evidentemente può essere maggiormente fruttuosa dell’estorsione vecchio stampo. Non resta che augurarci che questo ricorso alle denunce non resti confinato nel napoletano e divenga piuttosto modello cui ispirarsi per contrastare questa secolare piaga sociale.

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