Posts filed under 'numeri di camorra'

Il best seller della camorra

“Ci stiamo prendendo i nostri diritti” il libro di Saviano in vendita a tre euro.

Sulle bancarelle e per sino edicole, anche questo e affare per la camorra


Add comment 8 Giugno, 08

In diretta dalla discarica di Chiaiano


Add comment 7 Giugno, 08

Bassolino santo subito

“Io sono per il rispetto delle regole, non so il perchè si sia arrivati a questa situazione”


Add comment 9 Maggio, 08

In culo alla popolazione

dal film “Signore e signori buonanotte”


Add comment 24 Aprile, 08

In prima pagina

In una città come Napoli dove si consumano migliaia di chili di cocaina al giorno, dove si fumano svariate decine di migliaia di spinelli al giorno, per non parlare del consumo di droghe sintetiche (extasi) come se fossero tic tac . Ed i tg nazionali ci fanno vedere due “poverelli” vestiti da finanzieri che scoprono dieci dosi di coca in un pollaio.


Add comment 20 Aprile, 08

Siamo terzi dopo new york e tokyo


Add comment 13 Aprile, 08

Ora si gioca

Come riporta ‘Il Sole 24Ore’, nell’ambito dell’inchiesta ‘Old Bridge’, la Procura di Palermo ha identificato due punti scommesse controllati da Maurizio Di Fede, che operavano grazie alle licenze della stessa società di Napoli, la Betting 2000. E non è stata ritenuta una coincidenza. “Sintomatico appariva in tal senso il fatto che entrambi i ‘punti di scommesse su cui gravava l’ingerenza di Maurizio Di Fede fossero affiliati alla medesima agenzia di accettazione scommesse”, hanno scritto i pm. Altrettanto sintomatico era il fatto che il mafioso avesse accesso al server della Betting 2000 e poteva quindi verificare personalmente il volume delel giocate e di conseguenza degli incassi di quei punti scommesse. Nel bando di Aams del 2006, la società napoletana si era aggiudicata 57 tra sale e corner: a colpire tutti gli addetti ai lavori era stata soprattutto la sua offerta per un corner del palermitano, a Misilmeri. Per ottenere quella concessione la società aveva pagato 237mila euro, cifra ritenuta spropositata e diseconomica. Lo stesso vale per la politica commerciale condotta dalla Betting sul fronte delle scommesse telematiche, che nell’aprile 2007 portò la società a superare il tetto dei 3.600 punti vendita. In quel mese la raccolta arrivò a oltre 10 milioni di euro e Betting 2000 divenne il maggior concessionario di scommesse sportive telematiche in Italia.

L’OMBRA DELLA CAMORRA - Come si legge su ‘Il Sole 24Ore’, da visure camerali sulla proprietà di Betting 2000 risulta che fino all’anno scorso la società è stata di proprietà di una dozzina di membri della stessa famiglia napoletana, quella dei Grasso. L’anno scorso i Grasso hanno venduto parte delle quote di Betting 2000 che possedevano come persone fisiche alla Meth srl, di cui è maggior azionista Renato Grasso. Secondo fonti nel settore delle scommesse sportive, l’a.d. di Betting 2000, Tullio Grasso, rappresenta il volto pubblico della famiglia e dell’azienda. Ma sarebbe suo fratello Renato il ‘deus ex machina’ dell’intera operazione.  A differenza degli altri familiari, Renato Grasso non è incensurato: tra i vari reati a lui contestati, estorsione, associazione camorristica, spaccio di stupefacenti, organizzazione e gestione del gioco del Lotto clandestino e giochi d’azzardo in genere. In particolare Grasso fu riconosciuto colpevole di imporre con mezzi estorsivi l’utilizzo di apparecchi da intrattenimento da lui noleggiati.


Add comment 1 Aprile, 08

Alle elezioni la criminalità organizzata non c’è

I programmi dei partiti (tutti) sorvolano sulla mafia. E non mi riferisco a quella delle fiction televisive e dei romanzi rosa.Parlo della mafia S.pA (Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita), la più grande multinazionale europea, con un fatturato valutato almeno 140 miliardi di Euro (Fonte Confesercenti; Procura nazionale antimafia, Commissione antimafia del Parlamento) che investe in 18 paesi del mondo e che a detta della relazione della Commissione antimafia del Parlamento sulla Ndrangheta ( febbraio 2008), ha colonizzato” Milano. La relazione lo dice perché sa che saremo pochissimi a leggerla, altrimenti non sarebbe stata approvata alla unanimità, e dopo averla letta non potremo fare nulla perché gli organi di informazione hanno per l’argomento un rifiuto maggiore dei politici. D’altronde, negli atti del Parlamento da anni è depositato un documento della DIA (Direzione investigativa antimafia) che indica il numero degli affiliati in 1.800.000, mentre le televisioni parlano di 10-15 mila affiliati e secondo diverse fonti attendibili il patrimonio consolidato delle mafie ha un valore di 1000 miliardi, un po’ meno del debito pubblico. Dell’argomento si occupano cattedre di prestigiose università, il Senato degli Stati Uniti, l’Onu, l’Unione Europea. Ma i politici italiani promettono: diminuzione delle tasse, maggiore sicurezza sul lavoro, riduzione del precariato e più posti di lavoro, pur sapendo che investitori i altri paesi da noi non investono i loro capitali perché abbiamo in casa una delle cinque mafie più potenti del mondo, ma anche la più rispettata perché ha fornito alle altre cultura, modelli di comportamento ed esempi rari di accordi con la politica, con l’economia e la finanza. Quindi, i programmi e i comizi elettorali, anche televisivi, sono falsi perché oltre il 40 per cento della ricchezza prodotta è illegale e criminale e non paga né tasse né contributi. Il silenzio serve anche a convincere i cittadini, che il problema rimane confinato alle quattro regioni meridionali, nonostante MAFIA SpA ricicli e investa il denaro principalmente da Roma in su e all’estero. IL Senatore Kerry ha titolato il suo rapporto al Senato degli Stati Uniti ”The new war”, quella contro il crimine organizzato che è uscito vincente dalla globalizzazione, dall’uso di Internet, dalla caduta delle frontiere. Luise I. Shelley, direttore del Transnational Crime and Corruption della Università di Washington ha osservato:” la criminalità transnazionale sarà per i legislatori il problema dominante del ventunesimo secolo, così come lo fu la guerra fredda per il ventesimo e il colonialismo per il diciannovesimo” Se ne sono accorti tutti tranne i nostri leader politici e i nostri organi di informazione. Poiché da mesi leggo sull’argomento libri e documenti mi sono chiesto il perché di tanto silenzio, interrotto solo da due intellettuali, Sartori e Saviano, che hanno intuito il problema ma non sono entrati nel merito più di tanto. So bene che qualche altro giornalista ogni tanto ne scrive, ma purtroppo per chi scrive e per noi, non provoca dibattito, perché se il dibattito occupasse le trasmissioni tv si dovrebbe chiedere lo scioglimento di consigli comunali del Nord Italia, una attenzione particolare al comune di Milano, e, soprattutto, si dovrebbe dire che la legge sulla confisca dei beni non funziona, che i paradisi fiscali andrebbero posti sotto embargo, che le banche italiane non dovrebbero aprirvi sedi e che non dovrebbero farlo nemmeno le società quotate in borsa. Inoltre banche e società finanziarie con tracce di denaro criminale andrebbero punite almeno con la sostituzione dei dirigenti e va da sé che analoga misura dovrebbe riguardare tutti gli uomini politici coinvolti. Quindi, in un paese come il nostro, non si può.

Ma, tornando alle domande, credo che le uniche risposte possibili siano queste:

1) I dirigenti dei partiti sanno, ma non hanno il coraggio di aprire una voragine dagli esiti imprevedibili. Quindi si comportano come se non sapessero, per viltà.

2) I dirigenti dei partiti sono collusi direttamente o per interposte persone. Come lo fu Andreotti a suo tempo.

3) I dirigenti dei partiti sono ignoranti perché presi dal teatrino della politica e sensibili solo all’informazione televisiva. Il che significa che si circondano di persone che sanno meno di loro;

4) I dirigenti dei partiti sanno, sottovalutano il problema e pensano di evitare il terremoto della verità perché per la durata dei loro incarichi ci penserà lo stellone.

Se il professore americano e con lui tanti altri ( ho letto il libro del prof Masciandaro, docente alla Bocconi e consulente dell’ONU, “La farina del diavolo” del 2000!, che nella bibliografia riporta 32 voci di autori per la pubblicazione di oltre 50 volumi) avranno ragione, i dirigenti dei nostri partiti un giorno o l’altro saranno processati perché i nostri figli e i nostri nipoti saranno costretti a lavorare con imprese criminali e chissà in quanti lo fanno già senza saperlo. Saranno processati anche se furbescamente delegando il problema alla magistratura e alle forze dell’ordine pensano di potersene lavare le mani. Ma, una classe dirigente che delega il maggior problema politico del paese e ne fa un problema di ordine pubblico, prima o dopo deve pagare il conto.

Add comment 23 Marzo, 08

GG - GIZA vs GIUGLIANO

ecoballe giugliano

In Egitto c’è Giza, in Italia c’è Giugliano .

Più di 7 milioni di tonnellate di noecoballe.


Add comment 9 Marzo, 08

Intelligence

Palazzo Chigi ha resa pubblica la annuale Relazione del Comparto della Intelligence Italiana, la prima dopo la riforma dei servizi di intelligence nel nostro paese, definita «un documento di analisi dei fenomeni e di sintesi delle situazioni a livello nazionale ed internazionale». La relazione nota come prima cosa che le cosiddette «minacce di prima grandezza» non sono mutate nelle loro linee fondamentali, ma che queste «hanno seguito un’evoluzione talora condizionata dagli eventi, a volte destrutturata da pressioni investigative, spesso da collaborazioni d’intelligence», citando quale esempio in campo internazionale il «ridimensionamento» di Al Qaeda ed in casa nostra l’«apparente indebolimento» della mafia «fiaccata dagli arresti, dalle cooperazioni istituzionali ed imprenditoriali e da alcune inadeguatezze interne». on bisogna però trascurare, prosegue il documento, come in Italia non muti «la propensione delle organizzazioni criminali, ‘ndrangheta e camorra soprattutto, alla gestione dei traffici illeciti ed alle infiltrazioni nei sistemi amministrativi per controllare appalti e lucrare interessi da reinvestire in infrastrutture apparentemente lecite» e come nel Settentrione le associazioni a delinquere «di matrice extracomunitaria» siano in grado di «mutare la percezione della sicurezza e suscitare allarme sociale» compiendo rapine, esercitando lo sfruttamento della prostituzione e riducendo in schiavitù specie i soggetti più deboli, come donne e minori. er quanto riguarda l’eversione ideologica, pure ispirata «a tentativi di emulazione del passato ed attualizzata dall’offensiva anarco-insurrezionalista», questa si esprime con lo «sperimentato» inserirsi nel contesto delle proteste sociali e, per l’area di estrema destra, negli ambiti «del tifo ultras con connotazioni xenofobe e razziste».  a relazione sottolinea il «monitoraggio costante» della minaccia internazionale «sia nelle forme estreme del terrorismo fondamentalista che in quelle legate a situazioni belliche», soprattutto in quelle aree estere dove è attivo personale italiano, così come le previsioni normative abbiano fornito «maggior consapevolezza e forme strutturate di coordinamento» nei delicati «settori della proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle risorse dell’energia». Infine il documento si chiude ponendo in evidenza come il «Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica» stia fornendo risposte «adeguate ed istituzionali» alle «nuove configurazioni criminose di ingerenza e potenzialità di danno» rese possibili dalle nuove procedure elettroniche.

 

Add comment 3 Marzo, 08

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