Il best seller della camorra
“Ci stiamo prendendo i nostri diritti” il libro di Saviano in vendita a tre euro.
Sulle bancarelle e per sino edicole, anche questo e affare per la camorra
Add comment 8 Giugno, 08
“Ci stiamo prendendo i nostri diritti” il libro di Saviano in vendita a tre euro.
Sulle bancarelle e per sino edicole, anche questo e affare per la camorra
Add comment 8 Giugno, 08
Se non paghi la luce, la staccano. Se non lavori non fai l’amore. Se metti per un attimo l’auto in seconda fila ti multano. Se non rispetti la fila ti prendi un cazziatone…
Una regione allo sfascio, L’economia che è quasi morta, una città come Napoli in queste condizioni, una montagna di miliardi di euro praticamente scomparsi, e non si vede un giorno di galera per i responsabili.
Add comment 20 Maggio, 08
“Io sono per il rispetto delle regole, non so il perchè si sia arrivati a questa situazione”
Add comment 9 Maggio, 08
In una città come Napoli dove si consumano migliaia di chili di cocaina al giorno, dove si fumano svariate decine di migliaia di spinelli al giorno, per non parlare del consumo di droghe sintetiche (extasi) come se fossero tic tac . Ed i tg nazionali ci fanno vedere due “poverelli” vestiti da finanzieri che scoprono dieci dosi di coca in un pollaio.
Add comment 20 Aprile, 08
Come riporta ‘Il Sole 24Ore’, nell’ambito dell’inchiesta ‘Old Bridge’, la Procura di Palermo ha identificato due punti scommesse controllati da Maurizio Di Fede, che operavano grazie alle licenze della stessa società di Napoli, la Betting 2000. E non è stata ritenuta una coincidenza. “Sintomatico appariva in tal senso il fatto che entrambi i ‘punti di scommesse su cui gravava l’ingerenza di Maurizio Di Fede fossero affiliati alla medesima agenzia di accettazione scommesse”, hanno scritto i pm. Altrettanto sintomatico era il fatto che il mafioso avesse accesso al server della Betting 2000 e poteva quindi verificare personalmente il volume delel giocate e di conseguenza degli incassi di quei punti scommesse. Nel bando di Aams del 2006, la società napoletana si era aggiudicata 57 tra sale e corner: a colpire tutti gli addetti ai lavori era stata soprattutto la sua offerta per un corner del palermitano, a Misilmeri. Per ottenere quella concessione la società aveva pagato 237mila euro, cifra ritenuta spropositata e diseconomica. Lo stesso vale per la politica commerciale condotta dalla Betting sul fronte delle scommesse telematiche, che nell’aprile 2007 portò la società a superare il tetto dei 3.600 punti vendita. In quel mese la raccolta arrivò a oltre 10 milioni di euro e Betting 2000 divenne il maggior concessionario di scommesse sportive telematiche in Italia.
L’OMBRA DELLA CAMORRA - Come si legge su ‘Il Sole 24Ore’, da visure camerali sulla proprietà di Betting 2000 risulta che fino all’anno scorso la società è stata di proprietà di una dozzina di membri della stessa famiglia napoletana, quella dei Grasso. L’anno scorso i Grasso hanno venduto parte delle quote di Betting 2000 che possedevano come persone fisiche alla Meth srl, di cui è maggior azionista Renato Grasso. Secondo fonti nel settore delle scommesse sportive, l’a.d. di Betting 2000, Tullio Grasso, rappresenta il volto pubblico della famiglia e dell’azienda. Ma sarebbe suo fratello Renato il ‘deus ex machina’ dell’intera operazione. A differenza degli altri familiari, Renato Grasso non è incensurato: tra i vari reati a lui contestati, estorsione, associazione camorristica, spaccio di stupefacenti, organizzazione e gestione del gioco del Lotto clandestino e giochi d’azzardo in genere. In particolare Grasso fu riconosciuto colpevole di imporre con mezzi estorsivi l’utilizzo di apparecchi da intrattenimento da lui noleggiati.
Add comment 1 Aprile, 08
Ma, tornando alle domande, credo che le uniche risposte possibili siano queste:
1) I dirigenti dei partiti sanno, ma non hanno il coraggio di aprire una voragine dagli esiti imprevedibili. Quindi si comportano come se non sapessero, per viltà.
2) I dirigenti dei partiti sono collusi direttamente o per interposte persone. Come lo fu Andreotti a suo tempo.
3) I dirigenti dei partiti sono ignoranti perché presi dal teatrino della politica e sensibili solo all’informazione televisiva. Il che significa che si circondano di persone che sanno meno di loro;
4) I dirigenti dei partiti sanno, sottovalutano il problema e pensano di evitare il terremoto della verità perché per la durata dei loro incarichi ci penserà lo stellone.
Add comment 23 Marzo, 08
Caro Giuseppe Fava, la seconda repubblica c’è stata ma niente sembra cambiato.
Giuseppe Fava fu ucciso pochi giorni dopo questa intervista.
Add comment 12 Marzo, 08
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